Mercato chiuso, ora si pensa a giocare.
Con le montagne russe che abbiamo vissuto domenica nella partita con l’Empoli alle spalle, abbiamo chiuso anche il mercato invernale.
Il bilacio non può essere positivo rispetto alle attese, ricaordandoci che valutiamo sulla carta e da fuori, non sapendo quali sono state le dinamiche che ci hanno portto a questo punto.
Sono arrivati numericamente a sotituire i giocatori mancanti per infortuni, la qualità la vedremo nel corso delle settimane.
Su un paio di acquisti ho gli stessi dubbi dell’anno scorso, Costa e Kelly mi danno le stesse vibes della fantastica coppia Alcaraz-Djalo.
Kolo sembra un grande acquisto, speriamo non sia un fuoco fatuo. Veiga mi è sembrato abbastanza sicuro domenica, di certo avevamo una voragine a sinistra e non può essere peggio nel ruolo di Wes o “Cimoci”.
Sarebbe importante recuperare Cambiaso, e l’infortunio di Kalulu ci toglie qualcosa per qualche settimana: speriamo di rivederlo presto.
Di certo, stanno funzionando malissimo gli acquisti estivi e continueremo ad andare sulle montagne russe, ma una cosa mi sento di scriverla: è una squadra che necessariamente giocherà meglio in trasferta che in casa, dove sente più pressione anche a causa del tifoso juventino che ormai è acclarato appartiene ad una razza speciale, quella che va allo stadio come se andasse a teatro, non per tifare (e ci sta) ma addirittura spende millemila Euro per fischiare dopo 7 minuti al gol di De Schifo.
Certo, gli argomenti sono gli stessi dell’anno scorso, bisognerebbe “supportare i ragazzi”, ma se quelli dell’anno scorso appartenevno ormai ad un’era geologica fa, guidati da un allenatore preistorico, questisono DAVVERO giovani, forse nemmeno all’altezza, ma non meritano i fischi. Non ho mai visto disimpegno, o lassismo: anzi, quando si è sbagliato lo si è fatto per troppo coraggio (Cambiaso a Lecce, per esempio), e sono punti che gridano vendetta, come tanti altri. E’ una squadra che ha sbagliato da Settembre una partita completa (Stoccarda, in coppa), e non ha saputo tenere la stessa intensità in altre due (Milan, supercoppa, e Napoli, campionato). Io credo che è stato molto più facile per Italiano raggiungere successi a Bologna quest’anno, per la piazza che non preme e soprattutto perché forse lavorava su un tessuto già preparato dall’anno scorso. O anche Palladino a Firenze, che qualcuno lo vedeva addirittura esonerato. A Torino c’erano macerie, anche psicologiche e forse c’è stato fin troppo entusiasmo, anche mio, nell’approccio alla stagione. TM è giovane anche lui, ha fatto errori in alcune partite con i cambi, non ci diranno quali errori hanno fatto in preparazione o nel recupero degli infortunati, ma ogni progetto per essere di successo prevede anche una buona dose di fortuna, che in alcuni momenti è mancata. Va detto che domenica con l’Empoli, per esempio, ne abbiamo avuta un po’ in cambio: speriamo che questa volta sappiamo meritarcela.

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